Non scrivo da quasi un mese, ho sorvolato come si sorvola un segreto amato. Per non schiacciare ricchi eventi dentro parole troppo povere. Sovrabbondanze dentro scatole di latta.
Ora però qualcosa verrà fuori dal gorgo che mi girandola nello stomaco. Ci sono travagli necessari, non sai come né in fondo perché, ma capisci che servono a sceglierti, a non subire la vita.
Ogni sì, ogni unione, ogni colore che decidiamo di indossare per la nostra indole, ogni sorriso che disegniamo o neghiamo al nostro volto, sono una scelta. Ma non si sceglie mai tra due elementi, nè fra tre, nè fra quattro; si sceglie e basta, in assoluto; un sì, non è l'alternativa del no. Un sì è una vita altra; un no è tutt'altra vita.
C'è una lunga quaresima per ogni amore. C'è un deserto e una tentazione per ogni resurrezione. Una passione che patisce per capire qual è il vero paradigma dell'affetto. E come ci si potrebbe abbandonare se non a chi ha scelto di passare in mezzo al fuoco e ne è uscito corroborato; e come si potrebbe promettere qualcosa se non ci si è provati a piangere e sostenere il pianto con dignità e costanza. E come ci si potrebbe abbandonare ad un abbraccio duraturo se non ci si è scorti a cercare con pertinacia la gioia. La gioia, quella che non è sentimento, che non è incontro fugace, che non è tentativo.

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