mercoledì 26 gennaio 2011

Doni


...quando due bambine, in giro per compere, ti pensano, pensano a come sei, a ciò che scorgono piacerti, e lì tra le cose per sè scelgono qualcosa per te...quando fai qualcosa pensando a qualcuno e lavori per ore senza che niente di quello che hai fatto raggiungerà chi pensi...quando impari a ricevere...
Tutto è perDono.

domenica 23 gennaio 2011

Stardust

Ogni giorno che passa aumenta la mia percezione dell'essere polvere. Dell'essere infinitamente piccola dinnanzi all'infinitamrnte grande. Ramo disseccato in un gelido inverno, coscienza atrofizzata dinnanzi ad una notte piena di stelle, primavera sotterrata dalla neve. Canto fioco, incapace di diffondersi; calore presto sconfitto da una nudità totale.
Polvere e stelle.

Sentirsi polvere perché cisono le infinite "facelle". Sentirsi freddo, perché c'è il ventre caldo dell'infinito amore; sentirsi ramo disseccato perché esiste il mio personale fiore di melo.
La mia polvere, il mio inverno, la mia atrofia, il debole canto sono la mia dichiarazione di abbandono dinnanzi all'Essere; sono il mio urlo alla vita, all'amore che sa far nascere sempre il desiderio di essere tutto. Dentro di me però vince una malinconia, una malinconia commossa dinnanzi alle stelle di cui l'amore decora la mia polvere.

martedì 18 gennaio 2011

La scommessa col futuro


Non è possibile togliere la parola rischio dal proprio vocabolario, a meno che non si decida di abdicare alla vita stessa, all'infinita possibilità.
Eppure come un Grande inquisitore la tentazione è quella di intentare un processo che la elimini, che giudichi errato qualsiasi balzo nel vuoto, qualsiasi scommessa col futuro, a partire da un presente amico e stupito, ma non per questo senz'ombre, quasi fosse privo di profondità.
Chi può essere il giudice di quel processo: nessuno. Io stessa, che posso chiudere la porta e serenamente distendermi sul divano della logicità e forse del realismo comune, oppure aprire la porta e uscire verso l'azzurro di cielo di cui ho bisogno, che chissà se domani si coprirà di qualche nuvola bigia e mi bagnerà.
Odio i divani, ma com'è dura scommettere col futuro e camminare sull'orlo dell'abisso, ma questo cielo turchino, mio Dio, brucia nel cuore...

sabato 15 gennaio 2011

Il tuo giardino


Quello è il tuo giardino, selvatico, senza grazia d'aspetto, di alterni olezzi. Ma è il tuo luogo di battaglia, la tua trincea dell'anima. Anche nei mesi in cui non ci saranno rose ad allietarti, solo rami denudati dall'inverno, quello è il luogo dove dare consistenza alla tua anima e al tuo corpo. I libri contabili non servono all'amore. Le liste delle miserie bruciamole per fecondare il giardino.

sabato 8 gennaio 2011

Il miracolo del tempo


Mi chiedo quale sia il miracolo del tempo. Il miracolo secondo il quale riesci a percepire un abisso tra un prima e un dopo, un'immensità di vuoto o di pieno a partire da un attimo inatteso. Quel miracolo che ti strappa dall'astrazione, dai miti affettivi, dalle vanità della mente.
Un volto.
Il miracolo del tempo è un volto.
Quel tempo che a volte vorresti restringere di anni, di un intero decennio, ti si rivela come amico. Trenta fragili giorni di tempo portano con sè autunni primavere estati e inverni. Sfumature dell'anima e della mente, fiori e neve. E capisco cose, mio Dio, domo passioni, allargo le pareti di me, scorgo abissi, infioro i giorni di possibilità d'amore; d'amore schietto, rude, tormentato e felice. Mai ho percepito questo scorrere di tempo così innervato di grandezze e debolezze, mai l'ho visto così fragile di certezze, mai ho osservato la superficie del mare violento e placido e ho scorto le somiglianze con l'uomo, senza obiezioni. Ognuno è come è. Qualcuno grande, qualche altro piccolo. Pochi sono come il mare.
Il miracolo del tempo è un volto.
Il tuo.
Violento e placido, cangi infinitamente ad ogni istante e luce nuova ogni istante ti illumina: grigio acceso di malinconia, profondo blu, azzurro bagnato di sole; sei come il mare, immenso e innamorante.