Guardare la carne, le pieghe dei corpi, il reale denso di materia, come dei visionari; cogliere nell'esserCi universale e personale fuoco e arsione. Presentire dentro sguardi e corpi la gloria oltre la miseria. Il quotidiano espiato dalla disperazione. Follia visiva generata da un cuore inurbano, reso immune al calcolo, alimentato di humus. Vedervi e vedermi amici miei in trasparenza, come se ogni sinistro fortino dell'animo d'un tratto non fosse più difesa, ma belvedere...
lunedì 29 agosto 2011
Determinatezza
Scegliere è la cosa peggiore che ci sia: ci sono molti tipi di dolore, scegliere è uno di questi. Dolore che sgomenta, perché in nessun posto c'è scritta la risposta, tranne che in noi. Scegliere è io puro. Quando si sceglie ci si trova ad altalenare tra il bianco e il nero, tra la notte e il giorno, tra il sì e il no, tra chiome bionde o chiome rosse, tra occhi marroni o occhi verdi, tra comunicare e non comunicare, ma finché non si è deciso niente ci appartiene, soprattutto la pace, niente possiamo sfiorare, finché non raccoglieremo la nostra determinatezza e con dolore imboccheremo la nostra strada. Si sceglie talvolta tra due cose o tra tre o tra quattro, altre si sceglie e basta, e io scelgo, e capisco i mille intendimenti che in un sol giorno prima sono luminosi e poi subito oscuri, ma voglio aspettare non subire l'altalena. Aspettare e fare silenzio e giocare la mia determinazione.
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