Guardare la carne, le pieghe dei corpi, il reale denso di materia, come dei visionari; cogliere nell'esserCi universale e personale fuoco e arsione. Presentire dentro sguardi e corpi la gloria oltre la miseria. Il quotidiano espiato dalla disperazione.
Follia visiva generata da un cuore inurbano, reso immune al calcolo, alimentato di humus.
Vedervi e vedermi amici miei in trasparenza, come se ogni sinistro fortino dell'animo d'un tratto non fosse più difesa, ma belvedere...
sabato 16 gennaio 2010
Sguardo
Che parole hai dentro? Cosa vuoi toccare della mia mente? Non so il tuo idioma, e non conosco la tua pena. La mia è stata accarezzata dal tuo sguardo...ricondotta al centro del cosmo. Ora massaggia la mia notte.
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