sabato 30 ottobre 2010

Sentinella al tuo quadrivio


Che ognuno trovi la propria strada. Fermerò la mia immaginazione lì, sul quadrivio su cui stai fermo, e sulla strada che hai già deciso di imboccare. Amici, miei amici, chiederò che il cammino sia quello giusto e il silenzio non sia assordante. Camminate pure dove avete scelto, la mia fantasia vi soccorrerà con le parole della tradizione, con l'eccentricità della morte.

giovedì 28 ottobre 2010

Reset


La sensazione è liberante. Una vita immaginativa che cade, mentre ne accolgo una nuda in carne ed ossa. Di spalle, non mostra ancora il volto, ma ci disegno sopra i miei sogni come graffiti che dicono grazie e basta. Resettare non vuol dire cancellare. Vuol dire solo ripartire. Accorgersi che il passato conta meno dell'ora. Che il presente conta più del domani, e che certi miti vanno abbattuti, certi angoli bui illuminati e che ciò che puoi donare alle tue immaginazioni è solo una preghiera. Stendo i miei vestiti zuppi di passato al sole, si asciugano, profumano di aria pura, mantengono la piega gualgita dell'acqua che li ha attraversati e posseduti, rimarranno così, mossi, spiegazzati, sdruciti, con aloni impercettibili o no, ma sono asciutti, li reindosso e vado.

domenica 24 ottobre 2010

Arsioni e spegnimenti


Giornata di arsioni spente, che generano fuochi e incendi dell'essere più grandi delle scintille minute e piatte che le hanno generate. Fuoco e acqua; acqua scrosciante, fresca, dolce, acqua che mi accende. Che mi rende viva. Voce della mia speranza. Come potresti parlare, tu, speranza se non per tramite di questo fuoco ammansito, e però forte, di questo ardere che diviene sorgente di grido? Voce, voce, voce che brilli come fuoco; la mia anima è colma oggi di fiamme che non mi hanno arsa. Potente fuoco che immolo all'acqua, alle acque che per me e non solo per me, invoco, pure di salvezza, chiare come un destino che voglio vedere.

sabato 16 ottobre 2010

Rivelazioni

Il vostro parlare sia sì, sì, no, no. Davanti a certe rivelazioni posso solo dire: sii forte, giudica, non rammollirti dietro a sentimenti vani, a tenui manifestazioni di sensazioni, a ricadute di istinto, a vacui simulacri d'affetto, a fumose immagini di compiacimento. Le cose sono o non sono, le mezze vie non aiutano, sfasciano e basta, ti trattengono fermo, mentre dovresti correre, correre, correre dietro a tutto ciò che è. Amore è giudizio, ecco ciò che posso dire dopo certe rivelazioni; grazie a Dio ne esco indenne, non mi tange, se non come fatto umano; avevo giudicato, capito, e posso solo dire che il mio cervello non mente, capisce, vede; e comprende anche, sì, comprende che c'è un immenso sopore che affligge chi mi sta accanto. Tristezza delle tristezze, sopraffatti da sé stessi e dalla propria ignavia affettiva.
E per restare in tema con ciò che si rivela, tenti anche di prendere ciò che vuoi nell'attimo, come se tutto fosse acqua, pioggia che lava e dilava, e le tue confusioni non avessero a che fare con questo momento, con bocca e mani, con cuore e contingenza. No. Fortezza, mi iscrivo al tuo partito. L'adolescenza lasciamola ai molli, ai tiepidi, ai tormentati, la mia serenità avvampa.

giovedì 14 ottobre 2010

Tris


Non so da dove iniziare stasera...troppe cose.
Cercherò di ordinare le gioie, le sorprese e le speranze della giornata.
Gioie:
la lezione di oggi, bella, fluente, li sento così miei questi ragazzi, sento proprio che è possibile guidarli, far scorgere loro qualcosa, oltre la nebbia, oltre il gregge, oltre la sciatteria: qualcosa di baluginante e commovente come un DESTINO.
L'amore che vive, sopravvive, che gode di nient'altro che dell'essere, del puro essere corrispondete.
Sorprese:
un'amica che schiude la porta del cuore, che si emoziona parlando, che teme immaginando, che decide di gettarsi nelle braccia dell'imponderabile. Sento il suo ventre che danza, i suoi occhi che attendono, la sua stessa incredulità che fa nascere un sorriso, una danza del sole che le sue membra agitate balleranno a Dio per fugare i dubbi della mente. Vivezza! Vita, vita, vita, tenerezza e luce. Io danzo con te.
Speranze:
un'amicizia incidente, non misurata dal quanto.
Lo sciogliersi del cuore. La compagnia del destino.

domenica 10 ottobre 2010

Deponi la tua vanità, deponila!


"Ciò che sai amare rimane, il resto è scoria
ciò che sai amare non ti sarà strappato
ciò che sai amare è il tuo vero retaggio
il mondo, quale? Il mio, il loro
o di nessuno?
Prima venne la vista, poi diventò palpabile
Eliso, fosse pure in quell’antro d’inferno,
ciò che tu sai amare è il tuo vero retaggio
ciò che tu sai amare non ti sarà strappato.
La formica è centauro nel suo mondo di draghi.
Deponi la tua vanità, non è l’uomo
che ha fatto il coraggio, o l’ordine o la grazia,
deponi la tua vanità, dico, deponila!
La natura t’insegni quale posto ti spetta
per gradi d’invenzione o di vera maestria,
deponi la tua vanità,
Paquin, deponila!
Il casco verde tua eleganza offusca.
“Padroneggia te stesso, e gli altri ti sopporteranno”.
Deponi la tua vanità
sei cane bastonato sotto la grandine
tronfia gazza nel sole delirante,
mezzo nero mezzo bianco
tu non distingui fra ala e coda
giù la tua vanità
spregevole è il tuo odio
che si nutre di falso,
deponi la tua vanità,
sollecito a distruggere, avaro in carità,
deponi la tua vanità
dico, deponila!
Ma avere fatto piuttosto che non fare
questa non è vanità
aver bussato, discretamente,
perché un Blunt ti apra
avere colto dall’aria una tradizione viva
o da un occhio fiero ed esperto l’indomita fiamma
questa non è vanità.
L’errore sta tutto nel non fatto,
sta nella diffidenza che tentenna…" (Ezra Pound)

Poiché l'alba si accende


"Poiché l'alba si accende, ed ecco l'aurora,
poiché, dopo avermi a lungo fuggito, la speranza consente
a ritornare a me che la chiamo e la imploro,
poiché questa felicità consente ad esser mia,

facciamola finita coi pensieri funesti,
basta con i cattivi sogni, ah! soprattutto
basta con l'ironia e le labbra strette
e parole in cui uno spirito senz'anima trionfava.

E basta con quei pugni serrati e la collera
per i malvagi e gli sciocchi che s'incontrano;
basta con l'abominevole rancore! basta
con l'oblìo ricercato in esecrate bevande!

Perché io voglio, ora che un Essere di luce
nella mia notte fonda ha portato il chiarore
di un amore immortale che è anche il primo
per la grazia, il sorriso e la bontà,

io voglio, da voi guidato, begli occhi dalle dolci fiamme,
da voi condotto, o mano nella quale tremerà la mia,

camminare diritto, sia per sentieri di muschio
sia che ciottoli e pietre ingombrino il cammino;

sì, voglio incedere dritto e calmo nella Vita
verso la meta a cui mi spingerà il destino,
senza violenza, né rimorsi, né invidia:
sarà questo il felice dovere in gaie lotte.

E poiché, per cullare le lentezze della via,
canterò arie ingenue, io mi dico
che lei certo mi ascolterà senza fastidio;
e non chiedo, davvero, altro Paradiso". (Paul Verlaine)

sabato 9 ottobre 2010

Spesso il Bene di vivere ho incontrato


Spesso il Bene di vivere ho incontrato
era la lama di sole posata sul mio cuscino
il cielo turchino del mattino
il respiro odoroso del gelsomino
l'amico trovato sul cammino
la stella del Destino.

Esperimento anticapitalista: esiti


Perfetto. Riuscito. Felice, come prima, più di prima. Non mi è mancato niente, anzi, direi che "non comprando" qualcosa ho riscoperto; vecchi oggetti NUOVI, e l'anima che non ha bisogno di fronzoli; e poi tanta creatività per mettere assieme quello che già c'è. Non ho acquistato niente per tre mesi, lo giuro. E in periodo di sconti per una donna, può essere molto duro. Non lo è stato, avevo le mie infinite ragioni. Ho comprato solo due doni, ma direi che non conta.
Guarire dal bisogno materiale è uno dei più grandi regali che io possa concedermi, per il bisogno umano, invece, voglio gridare sempre, senza orgoglio, tutta la mia pochezza e il mio necessitare Tutto.
Ogni qual volta l'occhio del desiderio si poggia su un oggetto mi chiedo "E' necessario"? Che cosa o chi è necessario? poche cose resistono, se si è leali, a questa domanda.
Povertà: pareti nude a cielo aperto.

Utopia?


Mi sento assalire dal bisogno di ogni utopia, dal desiderio del realizzarsi di tutti i progetti ideali, dal fuoco di qualsiasi rivoluzione, dalla fame di VERITA'. Ho chiamato questo blog "In trasparenza" perché è la verità che voglio, della mia bocca, dei miei occhi, dei miei pensieri, e poi la Verità assoluta, amante, creante.
Mi volgo e non vedo menzogna e basta, quello sarebbe normale, ma incapacità di scorgere che l'intero tessuto civile è stoltezza, è falsità e copre l'uomo fino a soffocarlo.
La stampa in primis, la pubblicità, le banche, le università coi loro corsi di laurea effimeri, le immagini di copertina, i bisogni, mille, che ci incalzano; l'amore di quattro soldi che si frena al primo sacrificio, il sesso speso per mezz'ora appena di piacere. Tutti i prodotti che compriamo, la nostra democrazia, dimentica delle sue origini, oggi morta di fatto e celebrata vanamente. Tutto: tranne l'amicizia, l'arte (pochissima, è rimasta?), qualche cibo che viene dalla terra, e certi uomini che sanno ancora fare silenzio e costruire certi del male, ma anche della speranza. Che dirò ai miei allievi? Questo...siate uomini, pensate con la vostra testa, imparate, studiate, leggete, criticate, guardate, osservate il mondo, non fatevi immergere la testa nell'anestetico mediatico, andate per i boschi, al mare, respirate a pieni polmoni ciò che ancora non abbiamo distrutto, stupitevi delle creature, del sole, del cielo, cercate Dio. Amate, non fatevi spaventare dalla morte; vivete, vivete, vivete, Dio ha compiuto e può compiere miracoli; non stancatevi, non affannatevi, cercate di esservi amici e combattete il male, c'è, sappiatelo, non rendetevi ciechi; siate eroi. Il tempo? dedicatelo alla vostra anima, al corpo, quanta basta per esaltare il soffio dello spirito che gli diede vita, amate amate amate. Non pensate come loro, come chi ha venduto e vende ogni ora la propria anima al denaro. Siate poveri, non miseri, poveri d'animo e di mezzi, siate come bambini che preferiscono giocare invece che contendersi un possesso.

La mia utopia lavora da 2000 anni. Il mio esercito è forte, la mia una buona battaglia.

sabato 2 ottobre 2010

La notte stellata di Galla


Eden, Paradiso, l'anima che si abbevera alla fonte, all'acqua che estingue e amplifica la sete. Fiori, frutti, oro e blu infinito, una immensa notte di stelle, un'immensa pioggia di san Lorenzo richiarata dalle scintille del martirio.
Oro a perdere. Se fosse così semplice amare, sapendo che cosa fare, come guardare quella notte stellata; come poserò le mie tesserine oro e blu, per costruire la speranza l'ammirazione e la certezza, invece che il piacere, l'effimero e il transeunte?