Guardare la carne, le pieghe dei corpi, il reale denso di materia, come dei visionari; cogliere nell'esserCi universale e personale fuoco e arsione. Presentire dentro sguardi e corpi la gloria oltre la miseria. Il quotidiano espiato dalla disperazione. Follia visiva generata da un cuore inurbano, reso immune al calcolo, alimentato di humus. Vedervi e vedermi amici miei in trasparenza, come se ogni sinistro fortino dell'animo d'un tratto non fosse più difesa, ma belvedere...
martedì 16 agosto 2011
Gettare via la mela
E' possibile. Mio rude cuore, mia rude anima, mia mente gretta. E' possibile. Fango, ma anche speranza. Indifferenza, ma anche amore. Pigrizia, ma anche volontà. E' possibile ascendere, trasumanarsi. Sì, comincio a crederlo, nella stessa misura proporzionale in cui mi scopro niente. Strano: lo svelarsi del mio niente, mi mostra la mia (nostra) infinita possibilità di innalzarmi. Dal nulla del niente, ne viene fuori il seme della possibilità, il desiderio di ascendere, il desiderio di inginocchiarmi all'infinito, di spezzare me stessa, di gettare via la mela.
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