
Disposizione d'animo pessima. Forse è il modo migliore per iniziare questi esercizi...
Così, mi è piombata addosso non attesa, d'un tratto, in mezzo alla primavera. Siamo così inermi da arrenderci ad ogni piccolo flusso fisiologico. Ad ogni scorrimento di fluido, ad ogni umore vischioso del corpo. Corpo! anima...che cos'è che non va? L'attendere ad ogni svolta d'angolo la felicità. Io cammino in una strada dritta. Forse è questo il mio disagio. Nessun bosco aggrovigliato, tranne quello delle tristezze, nessun rovo pieno di more, rosse. Anzi no. Il mio cuore è un albero di more rosse. Un albero di a-more anche?
Sgorga sgorga il sangue, talvolta si coagula, ristagna, si abbozzola, le spine le ho dentro di me, ma dove va a finire? C'è qualcuno che se ne ciberà? Sono frutti sensati le mie more? Vuoi una mora, tu? L'ho prodotta per te; complemento di causa o di vantaggio? Entrambi, ma la bilancia pende più sul secondo, complemento di vantaggio, tuo. E mio? Anche mio. E voglio che sia vantaggio. Ma c'è il vantaggio perché c'è la causa. E la causa prima qual è? Sarà bello parlarne, non so se tornerò rafforzata, o ancora disarcionata, ma sarà bello dirsele certe cose, parlare di Cause e di Vantaggi, di tu e di io, di Speranza e Salvezza. Di morte e di vita. Ti dedico la vita, ti porto un chilo di more, del sangue migliore, arterioso venoso, boh...del sangue migliore, però, stanne certo, lucidato di lacrime, il mercato vuole cose belle, anche tu. Te le meriti, io invece no.
