
Avrei mille titoli stasera da scrivere, mille vite da raccontare che s'intrecciano e accadono tutte in una sola giornata. Comincio da questi preparativi dell'ultim'ora verso uno dei viaggi più belli che mai farò. La gioia di un accadimento atteso, voluto, disperato, sperato e abbracciato di un'amica. Come sono felice. E come solo poche ore fa ero spezzata da un colore. Un colore che poteva significare meno affetto, meno attrazione, meno abbraccio. Meno stima. Basta un niente per vivere e morire. Ti dici che ansia, come farò, vorresti piangere, mangi per sfogarti, contraddicendo, poco, pochissimo, le tue regole di ferro, e intanto pensi a lunedì, e ti dici, come sono felice. Pianto e riso. Poi mentre percepisci la tua tensione elettrica lungo il corpo, leggi qualcosa, ti sorprendi, non ti perdi in immaginazioni, però pensi, c'è un seme che muore in un campo...e una qualche grazia di vita affiora anche da cose neglette, neglette chissà poi perché, chissà forse per mia colpa.
Poi apri una foto, per caso, la guardi...rifletti, ascolti cosa ti dice.
E vorresti solo avere il potere del mare, per abbracciare i tuoi mille titoli, che sono mille facce, mille amori, e fare loro sentire calore.
Non morirete, vorresti dire. Poi guardi ancora, pensi a quanto tu sia al di sotto di qualsiasi media, che in tre secondi puoi trovare due o tre cose patenti che dichiarano un'impossibilità di fondo a qualsiasi aspirazione, due tre accidenti di materia, ti misuri, e poi pensi ancora all'evento importante di ADESSO, allora chiudi i tuoi pensieri di mota e poca luna, pensi a R., immergi il cuore nel bianco che la avvolgerà, e ti senti sfolgorare pure tu. Bianca di amore, il resto è storia di domani, e sia quel che sia, ti dici, il mio cuore è ON. E speri che prevalga il bianco (nazareno) anche in una, due, tre di quelle vite che leghi a te.



