domenica 27 giugno 2010

Esperimento anticapitalista


Voglio provare a non soccombere più...tutto è desiderabile, poco è necessario, quasi niente. I cassetti scoppiano, almeno rispetto alla necessità. Basta. Voglio smettere di comprare. Voglio provare a me stessa che nulla è necessario, di quello a cui i nuovi paesaggi urbani delle nostre strade capitaliste ci invitano. Non apparirò più bella solo per aver comprato una camicia in più o un top micro. Non apparirò più degna di sguardo solo per i tacchi 10 dei sandali perfetti. Si può essere "perfetti" con poco, non per avarizia, per rivoluzione. Basta con queste vetrine che strabordano di cose bellissime dietro alle quali ci sono artigiani e designers straordinari, lo so, ma che accostiamo con famelica ansia, e con propensione all'egocentrismo. E' tutto bello e ammirevole, ma solo un po' più di sobrietà non guasterebbe, un freno alla marcia dell'ostentazione, e io parlo da anima barocca...minimalista barocca. E' possibile? Per tre mesi non comprerò più nulla, fuorché il cibo e i libri.

Lista senza cancellature


Devo fare una lista delle persone da ricordare prima di dormire! Ci vuole un atto di gratuità totale nell'arco della giornata in cui almeno un momento di tempo non sia per noi, ma per "altri" amati e volendo anche non amati. R. è la prima da aggiungere alla lista minima che già c'è nel cuore...perché la vita non può sommergerci...

Diffrazione rossa


Sera toscana, cielo di luna rossa, amicizia confortante e da confortare. Nulla da aggiungere: piacere, vero piacere. Bisognerebbe cantare stasera, appartarsi nel blu della notte e cantare, parole d'amore e di speranza, scrivere qualche verso. Ridare in poesia con le parole ciò che la vita ti dà in immagini ed esperienze.
Luna rossa, non mi dai nostalgia stasera, non malinconia, solo vivezza: emozione certa. Palpito che non ha strascichi di tempi andati, ma lieto sorriso da dare alla speranza dell'oggi e del domani che da qualche parte una Sapienza buona sta cesellando. Alla domanda d'amore, che ogni luna rossa suscita, non sono impreparata, e non ho lacrime da versare.

venerdì 25 giugno 2010

Vita activa


Vita activa = osservare il mondo con spirito di domanda; guardare le persone e coglierne la bellezza e il bisogno; ritagliarsi momenti di silenzio; lavorare con gusto; allietare il proprio corpo e la propria mente con cibo scelto, natura, libri, musica e arte; guardare in alto; protendersi in una dimensione mentale che si connetta con una visione eterna del cosmo, dove l'azione non giunge mai alla contrazione; nutrire le amicizie; trovare il tempo per ciò che ci appare inutile; sostare dove nessuno si ferma; fare scuola d'amore; pregare e comunicarsi; ripetersi le parole del cap. 13 della prima lettera ai Corinzi, fare in modo di indossare sempre la collana delle virtù dell'amore: magnanimità, bontà, umiltà, disinteresse, generosità, giustizia, perdono, senza le quali si spegne ogni piacere umano, senza le quali ogni attività umana implode in un non sense ridicolo. Senza le quali ogni attività diventa inerte al fondo, perché non commuove. Cioè condanna all'immobilità il mondo.

Direzione luna


In una sera d'estate, mentre scivola il cammino veloce della tua corsa, appare. Luna. A che varrebbe correre e respirare a pieni polmoni se non per approdare da lei. Direzione luna. Sempre dritto. Si farà vedere. Mostrerà la sua faccia tonda e d'argento. Anche lei è tra quelle cose che viste, non possono essere scordate, nei momenti in cui tutto vorrà apparire oscuro e malvagiamente senza senso.

giovedì 24 giugno 2010

Affinità elettive


L'amicizia è più dell'amore. O quanto meno, è il sottofondo su cui costruire l'amore. L'amore è come un'amicizia eletta, che deve conoscere il quotidiano, non solo il festivo. Consuetudine di intimità e tenerezza, di prosaico e di vita che accade. Questo, solo questo vorrei.

mercoledì 23 giugno 2010

L'essenziale


Il primo miracolo del cammino è andare all'essenziale. Sommersi da cose, ci sembra di esserne bisognosi a dismisura. No. Due magliette, due pantaloni, un impermeabile. Cos'altro? Giusto un quaderno dove scrivere, appuntare miracoli di vista e cuore. Niente, niente di più. Una macchina fotografica. E poi gli occhi, la mente, il cuore libero. Libero. Libera. E la fatica come decoro. Come sapore della carne dell'essere. Misurare col dolore lo spazio della vita, l'immensità e la voluttuosità di ogni singolo passo, che deve essere raggiunto e attraversato, non consumato. Raggiunto e attraversato. Immergersi nella strada, sprofondare in essa, strascicare il corpo e l'essere, spingere e sentire che cos'è il cammino. Ricordare, quando si sarà nell'immobilità frenetica delle giornate consuete, che occorre camminare. Far camminare l'anima col corpo. Mendicare, e costruire tracce, in quel chiedere, a Santiago, o a chi si vorrà. Tracce d'arte, di parole, di pietre, di emblemi, di desideri, cioè d'amore. Tracce d'amore erette sulla fatica e sullo stupore del procedere verso Qualcuno che ha già dato nel paesaggio umano, naturale e culturale del viaggio la sua promessa fedele e detonante.
Tracce d'amore gettate come zampilli di un io felice.

lunedì 21 giugno 2010

Solstizio d'estate


Non conta che fuori ci sia stata la pioggia tutto il giorno, conta che esistono punti estremi, acmi di luce, lunghezze protese a livelli massimi, tepori che salgono, abbracci di sole che si distendono; misure umane, certo, di massimi e minimi, di ascese e discese, da cui si sprigiona la malinconia del giorno dopo, quando un po' di dolcezza cala, non sul cuore, ma almeno nell'aria. Come vorrei essere sempre in quel minuto del tempo in cui il solstizio sta per arrivare, c'è e non c'è, è sulla sommita della sua realizzazione, ma non è ancora passato, come un attimo di perfezione immobile, che non muore. Il mio 21 giugno perenne, il mio sole penetrato nella sera violetta d'estate. Lungo, intenso, caldo, luminoso di ogni speranza non stagionale, stella accesa che copre le altre stelle che prima o poi, una ad una, già nel cielo azzurro chiaro s'accenderanno. E se anche la malinconia assale, la notte di stelle sa come accarezzare, quando la luce va via, e lascia chiarori agli angoli del cielo fattosi nero al centro, le stelle sapranno dire nuove parole di meraviglia nel giugno biondo di grano e rosso di ciliege.
La morte è il solstizio della vita?

L'abito blu elettrico


Ho comprato l'abito per te. Non importa che sia bello o no, che stia bene o no. L'ho comprato per te. Per essere felice con te, per essere bella per te, per gioire con te. Perché conti. Ed è stato così bello farlo. Come costruire una casa, toccare la terra, sentire l'odore di terra bagnata, fare un progetto e presentirne l'aroma della realizzazione. Perché cosa c'è di più bello che essere felice con chi è felice e piangere con chi piange, cioé cosa c'è di più bello che condividere, vivere in sé ciò che vive l'altro, e dire è la mia vita. E' il mio stesso fiore d'arancio blu elettrico.

Colori di un fine settimana


...L'abito blu elettrico comprato per R., le mani che danno forma ad un anello, il rumore della pioggia che sbatte sulla persiana, la voce di P., l'abbraccio di D. soffuso di malinconia e di tutto ciò che mi fa star bene, la giornata intera trascorsa con A., la tenerezza di E., suonare al campanello di C. e trovare asilo e il suo miracolo, piazza Santo Stefano alle dieci del mattino, o nell'ora in cui cerchi pace, e guardi e ti riempi, la brioche al cioccolato e la spremuta d'arancia in giornata di libera dieta a colazione con qualcuno che ti vuole bene e a cui tu vuoi bene, il pensiero di R. che mi cerca, sentire m., sentire parole che ti aprono il cuore e ti fanno vedere il mondo con occhi trasparenti e nuovi, andare a letto sapendo di doversi svegliare alle sei ed essere entusiasta per ciò che imparerai, pregare per un'amica credendo di poter "cambiare" le cose, pregare per chi ami credendo di poter "massaggiare" la sua anima, tenendoti in disparte. Scrivere. Aver parlato beatamente con G., pensare che tornerà B., anche se poi non lo farà, sperare che C. passi. Tutto, si può essere felici per tutto, se non subentra la morte. Se è la vita il destino, e io lo credo.

venerdì 18 giugno 2010

L'opera e l'oro


Un attimo di dolcezza italiana. Oro, opera, mani, polvere d'artigianato; stranieri che cercano di cogliere il nostro genius segreto, "nascosto ovunque"...e il canto lirico s'alza, d'improvviso, sul mio pomeriggio fatto di felicità e gesti di sapienza. Mentre le mie mani limano e stondano un paio di pendenti, la musica m'invade di un sentimento di pienezza; come se tutto il genio italiano fosse racchiuso in quegli attimi e mi si svelasse d'improvviso, nella sua estatica poderosità, nella sua evanescenza estetica. Sono nel posto giusto. Fatto da mani d'uomo...proteso...fatto da chi è poco meno degli angeli...ispirato...terrestre/celeste.

mercoledì 16 giugno 2010

Lucciole o della positività della vita


E' notte. La città è ai miei piedi, piena di luci. L'estate manda la sua voce di grilli, la gente riunita sui colli grida la sua estate con musica ad onde. Il silenzio però è l'anima della notte. Accanto a me, un albero pieno di lucciole. Mille, dolci voci di luce, un canto d'amore silenzioso lanciato alle femmine, e per me un Natale estivo che lampeggia lento, come una carezza, come una parola di conforto, come uno sguardo che indugia su una bellezza, come una melodia sfiorata sui tasti di un piano, come una corda di violino che incanta, come una festa di occhi luminosi che ti accolgono. Vita. Mia vita. Quanto bella sei. Quanto non posso guardarti con aria sospetta. Mie lucciole, brillate tutta la notte; diteci la vostra voce gialla, la vostra promessa luminescente; accese, spente, accese, spente, accese spente, volate. Lampyris nocticula, quanta poesia oltre la scienza, oltre l'etichetta che forse qualcuno vi appende. Siete l'incanto che arriva inatteso eppure consueto, perché voi siete qui dentro il ventre di natura, semplicemente date, semplicemente concesse al nostro sguardo pieno di fame, vi accendete, ci accendete mentre spira l'aura di zefiro notturno, mentre la notte porta parole che vorresti sentire a cuore acceso, mentre le stelle coperte si scoprono via via; vi accendete mentre tutto accade, e voi accadete in me come il trionfo del pensiero che tu Vita m'innamori.

lunedì 7 giugno 2010

Pied Beauty


«Sia gloria a Dio per le cose screziate, / per i cieli di vario colore come le mucche chiazzate, / per le
macchie rosa punteggiate sulla trota che nuota; / per le castagne fresche cadute come brage accesa,
per le ali dei fringuelli; / per i paesaggi divisi pezzati, chiuso, maggese e campo arato; / e tutte le arti
e gli arnesi e gli strumenti e gli ordigni. / Tutte le cose a contrasto, originali, sobrie, strane; / tutto
ciò che è mutevole e chi sa come maculato: / veloce, lento; dolce, aspro; vivido, opaco: /genera
senza tregua Colui, la cui bellezza è immutabile: / lode a Lui» (G. M. Hopkins).