venerdì 25 febbraio 2011

Compagnia

...quando non servono le strategie, ma serve la compagnia...perché sempre la vita ci graverà sulle spalle con una sua qualche bizzarra vituperazione, con una qualche bizzarra delusione...ma la compagnia stessa, la voglia di lottare sono il raggio che contraddice la contraddizione...

martedì 22 febbraio 2011

Un altro anno

E' passato un altro anno da quando te ne sei andato...e tutto è come prima, e tutto è intatto; nessuna crepa sulle pareti che mi hai aiutato a costruire, nessuna infiltrazione; solo pioggia battente, che presto si asciuga. Ritorna e poi si asciuga ancora. E' passato un altro anno e ho voglia di correre come prima, di conoscere, di dar fiducia alla vita, di guardarla in faccia; forse sono più fragile, per molti versi, ma la tua fortezza, quella che mi hai insegnata, è lì, pronta a non cedere...perché nel fondo del mio cuore tu sei rimasto con i tuoi occhi a parlarmi di terra e cielo, vero, evidente, vivo, ebbro di vita. E tutto è vero, profondamente, meravigliosamente vero. Tu, non farmelo scordare, e dammi grazie umane perché io non ceda sotto il peso della vita, scordando la bellezza che ti ha ferito, e che voglio mi ferisca sempre. Chiedi per me, e in questo momento in cui il cuore è come battigia sul lembo del mare, fai arrivare la luce del barchigno a cui sempre mi volgevi lo sguardo.

lunedì 21 febbraio 2011

My daddy's tomatoes

...saranno i più buoni del mondo...ti vedo mentre lanci con mano concava i semi dei tuoi irrinunciabili frutti estivi, mentre fecondi il ventre della terra, mentre passeggi per il campo rivoltato di fresco che nereggiante offre la sua intimità più scura alle lame del tuo lavoro...ti sento mentre passeggi nella mia mente...e vorrei tanto dirti che ti voglio bene. E vorrei tanto starti a guardare lì per sempre, nel tuo passeggiare operoso, mentre cerchi nella natura, che ammiri e ami, la sua forza vitale e crei con lei frutti e vita, e in me vita e amore.

domenica 20 febbraio 2011

Pantaloni da biscotto

...con i pantaloni da biscotto...i capelli legati...le sneakers...in mezzo ad una stanza ingombra di cose...

giovedì 17 febbraio 2011

Lacrime di mamme

Guardare nell'animo dell'altro il fondo oscuro della delusione. Non si tratta di tutele, no. Non mi importa nulla di ciò, ma di accompagnare qualcuno; di insegnargli anche a vivere il dolore, la delusione, il rammarico, la paura. Ho bisogno di parlare con loro, i miei studenti, non per salvarli dalla "nube nera che li avvolge", ma semplicemente per guardarli, offrire loro la mia attenzione, la mia partecipazione. Offrire loro una mano che dice si vive anche così, si cresce anche così, fai la tua scelta, giocati, affronta, sacrificati, lotta, e trova ciò che sei. Non un indistinto voglio, ma una libertà in atto per raggiungere una meta. Niente sconti, né partite perse in partenza, certo. Ma sincerità dinnanzi ad un compito. Se non ci fosse la delusione saremmo già sazi e non avrebbe senso svegliarsi e imbandire la tavola della nostra giornata. Saremmo come un cuore dove ogni amore è già passato. Non è una consolazione, ma a quindici anni, la delusione è come una spada di nemico che ci deve soltanto far armare meglio e ripartire.

...in quello squarcio brutale di tenebra e luce...

"Non ho bisogno di tempo
per sapere chi sei:
conoscersi è luce improvvisa.
Chi ti potrà conoscere
là dove taci, o nelle
parole con cui tu taci?
Chi ti cerchi nella vita
che stai vivendo, non sa
di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi.
E seguirti all'indietro
in ciò che hai fatto, prima,
sommare azioni a sorriso,
anni a nomi, sarà
come perderti. Io no.
Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale
di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte.
Ti ho visto, mi hai visto, ed ora,
nuda ormai dell'equivoco,
della storia, del passato,
tu, amazzone sulla folgore,
palpitante di recente
ed inatteso arrivo,
sei così anticamente mia,
da tanto tempo ti conosco,
che nel tuo amore chiudo gli occhi,
e procedo senza errare,
alla cieca, senza chiedere nulla
a quella luce lenta e sicura
con cui si riconoscono lettere
e forme e si fanno conti
e si crede di vedere
chi tu sia, o mia invisibile" (P. Salinas).

lunedì 14 febbraio 2011

Al mio riccio


...Parlavamo del più e del meno,
ieri i miei occhi cercavano i tuoi,

tu pure andavi in cerca del mio sguardo
intanto che il discorso continuava.

Sotto il senso banale delle frasi
il mio amore seguiva i tuoi pensieri,

e quando tu parlavi mi fingevo
distratta ed ascoltavo il tuo segreto:

poiché la voce e gli occhi di Colui
che ti fa triste e gioioso rivelano,

malgrado ogni sforzo mesto e allegro,
l'essere interiore illuminandolo. (P. Verlaine)

Altri, pedanti, sciocchi o pazzi,
ammirino la primavera e l'alba,
[...]
io amo te, aspro autunno [...]. (P. Verlaine)
Silenzio! Quale luce irrompe da quella finestra lassù?
È l'oriente [...]
oh, è il mio amore!
se soltanto sapesse di esserlo.
Parla, pure non dice nulla. Come accade?
Parlano i suoi occhi [...].
Guarda come posa la guancia sulla mano!
Oh, fossi un guanto su quella mano
[...]! (W. Shakespeare)
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta.
Piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella [...] (G. D'Annunzio)
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d'estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alto e vittorioso
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro (N. Hikmet).
[...] posso dire
che mi appartieni
e qualche cosa fra di noi è accaduto
irrevocabilmente. (V. Cardarelli)
[...] Come se mi avessero scavato
dentro fino al midollo. Riconosco
l’amore dal pianto delle vene
lungo tutto il corpo.
Vandalo in un’aureola
di vento! Riconosco
l’amore dallo strappo
delle più fedeli corde
vocali: ruggine, crudo sale
nella strettoia della gola.
Riconosco l’amore dal boato
- dal trillo beato -
lungo tutto il corpo! (M. I. Cvetaeva)
Non capirsi è terribile-
non capirsi e abbracciarsi,
ma benchè sembri strano,
è altrettanto terribile
capirsi totalmente.
In un modo o nell’altro ci feriamo.
Ed io, precocemente illuminato,
la tenera tua anima non voglio
mortificare con l’incomprensione,
nè con la comprensione uccidere.
(E. A. Evtusenko)
Questo nostro amore, vita mia
lo immagini felice
destinato a durare per sempre.
Dei del cielo, fate che lui dica il vero
che lo prometta sincero dal cuore
che si possa per tutta la vita
mantener questo giuramento (Catullo)
In quanti modi ti amo? Fammeli contare.
Ti amo fino alla profondità, alla larghezza e all’altezza
Che la mia anima può raggiungere, quando partecipa invisibile
Agli scopi dell’Esistenza e della Grazia ideale.
Ti amo al pari della più modesta necessità
Di ogni giorno, al sole e al lume di candela.
Ti amo generosamente, come chi si batte per la Giustizia;
Ti amo con purezza, come chi si volge dalla Preghiera.
Ti amo con la passione che gettavo
Nei miei trascorsi dolori, e con la fiducia della mia infanzia.
Ti amo di un amore che credevo perduto
Insieme ai miei perduti santi, - ti amo col respiro,
I sorrisi, le lacrime, di tutta la mia vita! [...]
(E. Dickinson)
Dolcissimo, possente
Dominator di mia profonda mente;
Terribile, ma caro
Dono del ciel; consorte
Ai lùgubri miei giorni,
Pensier che innanzi a me sì spesso torni.[...]

Come da’ nudi sassi
Dello scabro Apennino
A un campo verde che lontan sorrida
Volge gli occhi bramoso il pellegrino;
Tal io dal secco ed aspro
Mondano conversar vogliosamente,
Quasi in lieto giardino, a te ritorno,
E ristora i miei sensi il tuo soggiorno.
[...] (G. Leopardi).

domenica 13 febbraio 2011

Alcove


Manifestare in piazza un dissenso di donna per via di un premier che va a letto con donne di diversa fatta e di diversa età. Roba da non credere. Saremo ancora liberi di dividere l'alcova con chi vogliamo? E poi perché dovremmo sentirci ferite come donne? Why? Le donne che vanno a letto col premier e con chiunque saranno pur libere di farsi i loro c. in pace?
Boh, ma il femminismo sessantottino non gridava al sesso libero? All'autodeterminazione? L'autodeterminazione la rivendicano solo per uccidere, anche Venere vorrebbero prendersi, ma soprattutto vorrebbero fare del senso del peccato una questione politica, di colori di partito, di nomi e cognomi; sentisi ferite come donne, mi sembra una montatura un artificio una stortura e una bislaccheria del pensiero come poche.
Soffrono di senso di inferiorità di genere e pensano che le donne si facciano strumentalizzare e non piuttosto applichino la loro bella libertà di scelta, sia essa una scelta del c. o di altro...
Ci vuole più pacatezza, quello sì, ma non solo da parte del mister B., ma di tutti.
Maddalena, non hanno capito niente. Tu oggi non ci saresti stata...a te nessuno ha detto che eri strumentalizzata, nessuno t'ha detto che eri inferiore, nessuno t'ha detto sei una puttana, nessuno t'ha detto siamo indignate per via delle tue frequantazioni.
Ma le donne che sfilavano oggi in piazza non hanno mai sentito parlare di sesso potere soldi? Cadono dalle nuvole? (No, tra le nuvole, sanno bene di che si tratta)...è così strano...? essere mortalmente uomini?...

Il mio pavimento liquido


E' esattamente come dice R. parlando di M. camminare come in un pavimento liquido. Non puoi far nulla per attuare una trasformazione di sostanza. Devi solo imparare a camminare.
Devi trovare qualcosa cui aggrapparti, una parete di conforto, devi mantenerti nei perimetri dove s'innalzano i muri, ma tu è al centro che vorresti camminare, ma è liquido anche il perimetro; per fortuna non pesi troppo, puoi togliere da te stessa zavorre inutili, scendere sotto i 50 chili nella supponenza e nell'immaginazione. Mantenere nel tuo peso solo il peso dello scopo. Ma il liquido è liquido, è oggettivo, non è una valutazione di caratura. Liquido non è opposto a solido. E solido non è meglio di liquido.
Il miopavimento liquido è fatto di acqua di mare, s'agita spesso, a volte si placa, stai lì sulla riva ad osservare. Vuoi solo, mentre stai lì e ti s'appressano i pescatori e i passanti a tenerti compagnia, poter dire sto aspettando qualcuno, mandarli via certa che in bonaccia arriverà la barchetta a portarti via, solcando il pavimento fattosi calmo. A portarti al centro del mare, a dire cose sciocche o a pescare dal fondo il meglio che c'è, a guardare le stelle o a dormire insieme e basta.

venerdì 11 febbraio 2011

...alla porta della speranza...

"Qui, su quel ramo; ma anche, altrove; lontano; ovunque; proprio, ovunque; ecco, ovunque, sull’immensità sterminata della terra, può nascere, sempre, qualcosa come un chiarore, una luce, un’alba..." (G. Testori). Nella vita qualsiasi ansia avrete, qualsiasi preoccupazione, dolore, sofferenza, andate da lei, sì da lei, alla porta della speranza.

mercoledì 9 febbraio 2011

Sole e camicie


C'è chi esce al sole e non si cura di chi gli sta accanto.
C'è che alle volte quando stai male fisicamente tutto ti sembra diverso d'un tratto.
C'è che non puoi avere solo la tua misura del reale.
C'è che puoi amare il silenzio se è questo che serve.
C'è che occorre ringraziare quando puoi capire le cose per mezzo di un viso; per il quale potresti rinunciare volentieri al sole, se ha bisogno di qualche camicia.

domenica 6 febbraio 2011

Anticipo di primavera


Sole, luce su ogni cosa, quasi tepore, tanta gente che passeggia. Un bell'anticipo di primavera. Un incontro fortuito, la compagnia di un amico e il chiedere...una parentesi sulle angustie, o una nota a piè di pagina di un testo ben più importante da dire...

Camminare

Meglio che pensare. Meglio che analizzare. Camminare. Chiedere. Godere del sole di questa giornata. Rispondere alla telefonata di un amico: programma migliore di quello preventivato.

sabato 5 febbraio 2011

Servi inutili

Devo accettare di essere inutile. Serva, amica, amante inutile. E' proprio quella coscienza dell'inutilità che qualifica l'amore, il servizio, la libertà riconosciuta all'altro.

Una lontananza da cui guardare i propri amori, come i genitori dovrebbero fare con i figli, gli amanti con gli amanti.
Alle volte prevale come il desiderio di far percepire all'altro che si è lì, pronti a far qualsiasi cosa per la sua vita, come a voler alimentare una certezza nell'altro di fugata solitudine, di compagnia nelle più piccole e nelle più grandi cose: una nottata di veglia condivisa o una spesa veloce se non si ha tempo; una decisione da prendere sui massimi sistemi o una scelta effimera.
Ma il segreto è ancora lì, siamo servi inutili. E quella certezza che pensiamo debba giungere da noi, arriverà forse anche per nostro tramite, ma non per merito nostro, non per un briciolo di necessità che abbia il nostro nome.
Come se tutto dipendesse da noi, mentre invece dipende da Dio...