
Sono perfettamente nella parte.
Una buona dose di scetticismo. Una incertezza cronica con effetti su tutta la psiche. Disagio esistenziale permanente: sopore novecentesco dilatato sull'inizio del millennio. Sono nata dalle viscere di questo tempo, non posso rinnegare il mio secolo. Potrò emanciparmi con la ragione e il cuore, con la conoscenza, ma sempre una malinconia dell'anima e dell'intelletto mi prenderà. Non sono immune. Ci sto quasi bene. Ho i miei anticorpi, ma vegetare nel mare della solitudine acquatica del cosmo, nel gelo universale dei sentimenti perenni, è ciò che mi rende testimone di quest'epoca, e non posso cambiare il sangue che scorre nelle mie vene.
Predilezione per l'istinto di contro a ciò che dura, amore per i cerebralismi, meglio dette seghe mentali. Assoluta emancipazione dalla realtà di fatto. Facoltà immaginativa spinta solo nei territori dell'astrazione evanescente, non certo della fantasia romanzesca ed epica. Minimalismo affettivo. Nichilismo. Poco garbo, poca eleganza. Tanta velocità. Pochi prati, tanti asfalti. Artificio, non di retorica o d'arte, ma di menzogne.
Tutto qui. Mio padre mi ha partorita così, in quest'epoca bruta, che avrà anche le sue palme (poco bigottismo, poco formalismo [ma eleganza mi manchi], qualche diritto in più, qualche donna che può concedersi di più...), ma qualcun altro però mi dà la possibilità di rinascere ogni giorno. Da vecchia a giovane, da figlia del 21esimo secolo a donna universale, senza tempo, in jeans e ideali non datati, in tacchi alti e sguardi primordiali. Adamo, sono sempre io.
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