
"...e dopo sarà diverso, ma peggiore" (G. Tomasi di Lampedusa).
11 maggio. Che brutta data, anche se qualcuno vorrebbe farci credere diversamente.
Una brutta data per tutti, occupanti e occupati. Più per i secondi certo, ma per tutti.
E come odio miodio quegli infiniti nomi di strade titolate a furfanti resi eroi dai miti della fantastoria.
E' andato tutto a rotoli, non ho processi di autoassolvimenti per disastri che ormai riguardano "colpe personali di popolo", ma 150 anni di storia si smaltiscono difficilmente, sono ancora storia calda, che non si supera semplicemente, soprattutto dentro il mondo globalizzato, dove sembra non poterci essere storia diversificata.
Ma nessuno si ricorda della guerra civile seguita alla viltà di quella spedizione di carcerati in mumero di mille? nessuno nomina Bronte se non per evocarne oggi i pistacchi profumati e intensi, nessuno la ricorda invece per la strage che ne fecero i "liberatori"...nessuno evoca i patti con i malviventi che il beneamato cialtrone dei due mondi fece per ottenere appoggi nella sua avanzata...Perché?
Caro Don Fabrizio,
il tuo sonno decadente non era un bello spettacolo, ma quanto meno avevi classe, senso del peccato, e quell'indicibile malinconia dinnanzi alla morte che sopravanzava. E se solo l'entusiasmo fosse stata dalla tua, forse avresti potuto lottare; beffarti di quelle camicie rosse e dirigere uno spettacolo diverso, forse turpe lo stesso, ma almeno nostro. Mio caro gattopardo...fammi sentire le rose di quel giardino magnifico e confetturato dove ti aggiravi.
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