Guardare la carne, le pieghe dei corpi, il reale denso di materia, come dei visionari; cogliere nell'esserCi universale e personale fuoco e arsione. Presentire dentro sguardi e corpi la gloria oltre la miseria. Il quotidiano espiato dalla disperazione. Follia visiva generata da un cuore inurbano, reso immune al calcolo, alimentato di humus. Vedervi e vedermi amici miei in trasparenza, come se ogni sinistro fortino dell'animo d'un tratto non fosse più difesa, ma belvedere...
sabato 5 marzo 2011
"Chiamami ancora amore"
..."chiamami ancora amore"...sempre...come un bimbo che cerca le braccia della madre, come un bambino col dito rivolto al cielo verso le morbidezze cangianti delle nuvole, come un ragazzo che assapora la prima malinconia davanti al mare immenso, come un uomo che scopre la disperazione, come tutti; come l'Uomo che vive e sogna e spera, e soffre e non capisce, come chi si sente di fallire, come una donna forte che piange, come chi vuole piangere e non riesce, come chi cerca un petto largo e amante su cui appoggiarsi per un solo istante, come chi vorrebbe valere più delle cose...come per tutti loro, la mia notte è piena di domande, piena di un solo bisogno umano...
...grazie mamy.
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