Guardare la carne, le pieghe dei corpi, il reale denso di materia, come dei visionari; cogliere nell'esserCi universale e personale fuoco e arsione. Presentire dentro sguardi e corpi la gloria oltre la miseria. Il quotidiano espiato dalla disperazione. Follia visiva generata da un cuore inurbano, reso immune al calcolo, alimentato di humus. Vedervi e vedermi amici miei in trasparenza, come se ogni sinistro fortino dell'animo d'un tratto non fosse più difesa, ma belvedere...
lunedì 28 marzo 2011
Danze e veglie
La potenza della ragione non va mai slegata dalla potenza dell'amore. Se anche il passero ha il proprio nido e i capelli del capo sono contati ad uno ad uno e hanno la loro unicità, forse non dovremmo permettere a nessuno di trattarci con l'indifferenza di chi non ha coscienza di ciò; e noi stessi non dovremmo trattare nessuno se non con questa evidenza capace di suggerire al cuore grandi commozioni. Carezze e danze, speranze e stelle, questa è la vita che ci meritiamo; l'eterno a portata di mano, l'eterno percepibile oltre il limite. Veglia e turbamento, questo ci meritiamo: sentinelle di guardia al nostro cuore, perché niente lo faccia smarrire, ed esso si serbi come la cosa più preziosa; danze e veglie nella notte, è questa la vita che intuisco. Danze perché la vita non può essere oppressione, veglie perché ciò che si ama si custodisce.
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