lunedì 28 marzo 2011

Follia nucleare

In cambio di cosa offriremmo la nostra vita? In cambio di una qualche tecnologia? O in cambio di un certo benessere progrediente o di bollette meno care? O per mantenere in vita il nostro sciagurato consumo di energia? Dire sì al nucleare è dire sì a un baratto i cui termini dello scambio sono sbilanciati all'eccesso. La natura è già così piena di imponderabili, che alimentarne di permanenti con le nostre mani è solo ed esclusivamente follia. Un terremoto, un maremoto, un qualsiasi disastro per mano di natura ha i caratteri della reversibilità, le tragedie nucleari invece permangono, invisibili e sostanziali, condannano senza distruggere, tolgono lo spazio a qualsiasi futuro, anche alla possibilità del dolore che sa reagire e ricostruire, che trova le forze per ripartire da zero. Col nucleare, in Giappone e ovunque, da cosa si ripartirà, e cosa si ricostruirà, se la maledizione è nell'aria, e dall'aria investe tutto? E poi è una menzogna che non ci siano alternative, l'ultima notizia è di un esperimento bolognese sulla fusione a freddo, e chissà quante altre strade ci sarebbero se si investisse...ma no ma no mentiamo anche su questo, sulla vita intera, malediciamoci nei secoli dei secoli.

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