sabato 5 febbraio 2011

Servi inutili

Devo accettare di essere inutile. Serva, amica, amante inutile. E' proprio quella coscienza dell'inutilità che qualifica l'amore, il servizio, la libertà riconosciuta all'altro.

Una lontananza da cui guardare i propri amori, come i genitori dovrebbero fare con i figli, gli amanti con gli amanti.
Alle volte prevale come il desiderio di far percepire all'altro che si è lì, pronti a far qualsiasi cosa per la sua vita, come a voler alimentare una certezza nell'altro di fugata solitudine, di compagnia nelle più piccole e nelle più grandi cose: una nottata di veglia condivisa o una spesa veloce se non si ha tempo; una decisione da prendere sui massimi sistemi o una scelta effimera.
Ma il segreto è ancora lì, siamo servi inutili. E quella certezza che pensiamo debba giungere da noi, arriverà forse anche per nostro tramite, ma non per merito nostro, non per un briciolo di necessità che abbia il nostro nome.
Come se tutto dipendesse da noi, mentre invece dipende da Dio...

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