Guardare la carne, le pieghe dei corpi, il reale denso di materia, come dei visionari; cogliere nell'esserCi universale e personale fuoco e arsione. Presentire dentro sguardi e corpi la gloria oltre la miseria. Il quotidiano espiato dalla disperazione. Follia visiva generata da un cuore inurbano, reso immune al calcolo, alimentato di humus. Vedervi e vedermi amici miei in trasparenza, come se ogni sinistro fortino dell'animo d'un tratto non fosse più difesa, ma belvedere...
martedì 22 febbraio 2011
Un altro anno
E' passato un altro anno da quando te ne sei andato...e tutto è come prima, e tutto è intatto; nessuna crepa sulle pareti che mi hai aiutato a costruire, nessuna infiltrazione; solo pioggia battente, che presto si asciuga. Ritorna e poi si asciuga ancora. E' passato un altro anno e ho voglia di correre come prima, di conoscere, di dar fiducia alla vita, di guardarla in faccia; forse sono più fragile, per molti versi, ma la tua fortezza, quella che mi hai insegnata, è lì, pronta a non cedere...perché nel fondo del mio cuore tu sei rimasto con i tuoi occhi a parlarmi di terra e cielo, vero, evidente, vivo, ebbro di vita. E tutto è vero, profondamente, meravigliosamente vero. Tu, non farmelo scordare, e dammi grazie umane perché io non ceda sotto il peso della vita, scordando la bellezza che ti ha ferito, e che voglio mi ferisca sempre. Chiedi per me, e in questo momento in cui il cuore è come battigia sul lembo del mare, fai arrivare la luce del barchigno a cui sempre mi volgevi lo sguardo.
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