Guardare la carne, le pieghe dei corpi, il reale denso di materia, come dei visionari; cogliere nell'esserCi universale e personale fuoco e arsione. Presentire dentro sguardi e corpi la gloria oltre la miseria. Il quotidiano espiato dalla disperazione. Follia visiva generata da un cuore inurbano, reso immune al calcolo, alimentato di humus. Vedervi e vedermi amici miei in trasparenza, come se ogni sinistro fortino dell'animo d'un tratto non fosse più difesa, ma belvedere...
giovedì 14 gennaio 2010
Ti amo Pirandello ma...
E allora? Come si risponde alla vita? Qual è la soluzione giusta? Non c'è. Bere se si ha sete e mangiare se si ha fame. Amare ad ogni modo. Un po' di istinto decerebralizzato...un po' di ragione delle passioni...sconfitta delle strategie e grande gozzoviglia della spontaneità. In una parola: semplicità.
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