
Uno strapiombo di roccia scura, nerissima; sopra un cielo levigato d'azzurro vivido; sotto un mare in tempesta, aggiunge cristalli di sale alle mie lacrime, dolci. Non so perché, sono calde e dolci, non gridano pietà, ma solo forza e orgoglio. Desidero. E ho solo voglia di travasare la mia tempesta come calore tropicale su chi amo, su tutte le persone che mi sono care e su quelle che non conosco. Voglio che tutti diventino essenziali. Vorrei piangere tra le braccia di qualcuno, ma voglio lentezza. Voglio silenzio, voglio tutto ciò che rispetta il mistero e accarezza la sofferenza dell'attesa; l'attesa, la sospensione...no l'attività, l'azione; attendere è azione, è imparare a capire e sopportare la ferita dei nostri affetti e delle nostre passioni vere, ferite che non devono rimarginarsi.
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