domenica 26 giugno 2011

Il corpo di Dio

Fa un certo effetto, parlare del corpo di dio. Scrivo tutto in minuscolo volutamente. Come dire la barba rossa di dio, oppure il mento sporgente, oppure l'occhio marrone e lucente di dio, o ancora le dita affusolate e calde di dio, le spalle possenti, la schiena lunga; il torace largo; le guance scavate di dio, oppure i capelli riccioli di dio, o li aveva lisci? le lentiggini di dio? i palestinesi le hanno? o l'incarnato olivastro di dio, o ancora le cosce muscolose e le ginocchia tornite di dio, i piedi callosi di dio, avrà camminato molto a piedi; i peli ascellari di dio e quelli sulle gambe...fa un certo effetto, ma mi fa compagnia. Guardarsi allo specchio con dio, schiaccarsi un punto nero, il sole in Palestina picchia e ne produce a valanghe, mettersi a sedere dopo una lunga camminata, togliersi i sandali, massaggiarsi i piedi, pulirseli con le mani, farli respirare, guardasi negli occhi e nella corporeità rinascere. Sentire fame, mangiare pomodorini e pesce arrostito, era un buongustaio, mica carne di montone...e poi avere voglia di abbracciarlo, lui figlio dell'uomo. E abbracciandolo rinascere. Peché quel corpo di dio è corpo d'uomo, ma è corpo eterno. Perché quel corpo di dio è come gli altri corpi, suda come gli altri corpi, ha odori come gli altri corpi, ha zone ruvide e lisce come gli altri corpi, ma è diverso dagli altri. Verrà il giorno in cui te ne ciberai, chissà come (lo sa solo dio) e cibandotene diverrai come lui, uomo e dio, mortale ed eterno e sarà come quando il pane è sfornato di fresco, come quando mesci il miglior vino uscito fuori da botti di rovere e sei in ottima compagnia, sarà festa e gioia in eterno.

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