Guardare la carne, le pieghe dei corpi, il reale denso di materia, come dei visionari; cogliere nell'esserCi universale e personale fuoco e arsione. Presentire dentro sguardi e corpi la gloria oltre la miseria. Il quotidiano espiato dalla disperazione. Follia visiva generata da un cuore inurbano, reso immune al calcolo, alimentato di humus. Vedervi e vedermi amici miei in trasparenza, come se ogni sinistro fortino dell'animo d'un tratto non fosse più difesa, ma belvedere...
lunedì 4 luglio 2011
Tempo ordinario
Il tempo del dolore è viola; colore tagliente, per niente dialogante; netto. Il colore straordinario è rosso, il martirio, l'amore e la passione; il colore della gioia è bianco, la luce sempre rinascente, dialogo e parole trasparenti, metafisiche e fisiche. Il colore dell'ordinario è verde; speranza. Perché nell'ordinario, nei giorni semplici che si susseguono a giorni semplici, c'è bisogno di sperare, di bucare la monotonia, di sempre soffiare sul cuore che languisce desideri di vita infiammata: l'entusiasmo dello spirito, la forza della carne, la certezza della mente, la fantasia della creatività, l'immaginazione dell'anima, l'ardore del cuore, l'amore di tutto sè. Sperare nel tempo ordinario, perché tutti i colori della vita -viola, bianco, rosso- possano entrare in ogni istante e nascere come arcobaleno sulle pianure bagnate dell'ordinaria malinconia.
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