
Non lo so, ma qualcosa mi sembrava scorgere. Tra la spensieratezza, qualcosa che somigliasse ad un comunicato di pace. Ad un messaggio di "riesco ancora a voler comunicare col tuo cuore". E il mio cuore beveva dallo sguardo, qualcosa di non detto, qualcosa che potrebbe essere nulla. Cuore povero. E vivo. Che scorge, che ha pietà di ogni barlume, che palpita anche di fronte al nulla pieno. Pozzanghera, pantano, giornata di pioggia e pietre aguzze sul selciato. Scogli. Mare violento. Tutto è la sede del mio destino. Rischiarerò le violente correnti col mio amore alla vita, il dolore del ventre ove risiede la mia anima, con l'ardore della scoperta, col desiderio di conoscere vedere e mostrare. Perché la mia lanterna può vedere là dove non c'è niente, dirigersi nel deserto e cantare una preghiera danzante di luce nella notte fosca e gelata, poiché il suo olio promana dal luogo dove ogni scintilla si accende, e dove ogni seme muore e germoglia. Dove ogni niente, diviene qualcosa: Essere e Amante.
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