Guardare la carne, le pieghe dei corpi, il reale denso di materia, come dei visionari; cogliere nell'esserCi universale e personale fuoco e arsione. Presentire dentro sguardi e corpi la gloria oltre la miseria. Il quotidiano espiato dalla disperazione. Follia visiva generata da un cuore inurbano, reso immune al calcolo, alimentato di humus. Vedervi e vedermi amici miei in trasparenza, come se ogni sinistro fortino dell'animo d'un tratto non fosse più difesa, ma belvedere...
mercoledì 17 marzo 2010
Quattro soffi
Quattro soffi. Quattro dita schierate. Le tue parole che mi invadono di tenerezza, il tuo saluto rotondo. Vengo ad abbracciarti stasera nel mondo dei sogni, a intonare canzoni di stelle e luna. Di sole e prati, di felicità. Di candido amore che mi vince. Sto con te, cammino con te, cresco con te, anche se a te non pare, anche se tu vivi di ricordo. Auguri, mio pesciolino biondo, nuota lontano...
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