
Quando smetti di contemplare, quello è il momento in cui dici addio all'amore. Quando vuoi che i conti tornino, quando tutti i "caratteri" dell'altro diventano uno scontrino della spesa in cui fare pesare ciò che si è acquistato con i propri soldi. Quando l'altro non è più stupore fuori di te, non dovuto, ma contratto su cui postilliamo clausole di rivendicazione sindacale. Quando nel pozzo dell'altro c'è solo l'ombra e non la luna che si rispecchia; liquami senza riflessi; immobilità lutulenta, nessuna mossa d'acqua che smuova l'argento della notte. Quando la parte bacata della mela, non ce la fa più mordere, né accarezzare...come se esistesse una mela perfetta, senza il tarlo del serpente. Guardare l'altro attraverso lo spettro di quello che si vuole: questa è la fine. Volevo questo, quest'altro e tu sei e mi dai solo qualcosa che non mi basta. La solita monotonia di come sei...non fa rima con ti amo.
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