Guardare la carne, le pieghe dei corpi, il reale denso di materia, come dei visionari; cogliere nell'esserCi universale e personale fuoco e arsione. Presentire dentro sguardi e corpi la gloria oltre la miseria. Il quotidiano espiato dalla disperazione.
Follia visiva generata da un cuore inurbano, reso immune al calcolo, alimentato di humus.
Vedervi e vedermi amici miei in trasparenza, come se ogni sinistro fortino dell'animo d'un tratto non fosse più difesa, ma belvedere...
sabato 9 ottobre 2010
Spesso il Bene di vivere ho incontrato
Spesso il Bene di vivere ho incontrato era la lama di sole posata sul mio cuscino il cielo turchino del mattino il respiro odoroso del gelsomino l'amico trovato sul cammino la stella del Destino.
Nessun commento:
Posta un commento