sabato 9 ottobre 2010

Esperimento anticapitalista: esiti


Perfetto. Riuscito. Felice, come prima, più di prima. Non mi è mancato niente, anzi, direi che "non comprando" qualcosa ho riscoperto; vecchi oggetti NUOVI, e l'anima che non ha bisogno di fronzoli; e poi tanta creatività per mettere assieme quello che già c'è. Non ho acquistato niente per tre mesi, lo giuro. E in periodo di sconti per una donna, può essere molto duro. Non lo è stato, avevo le mie infinite ragioni. Ho comprato solo due doni, ma direi che non conta.
Guarire dal bisogno materiale è uno dei più grandi regali che io possa concedermi, per il bisogno umano, invece, voglio gridare sempre, senza orgoglio, tutta la mia pochezza e il mio necessitare Tutto.
Ogni qual volta l'occhio del desiderio si poggia su un oggetto mi chiedo "E' necessario"? Che cosa o chi è necessario? poche cose resistono, se si è leali, a questa domanda.
Povertà: pareti nude a cielo aperto.

5 commenti:

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  2. Certo puoi dissentire, ma non era una cosa "intima", non era un fioretto quaresimale, un digiuno o cose del genere, in quel caso sarei d'accordo con te...la mano sinistra non sappia ciò che fa la destra...era veramente un esperimento per resistere al "sistema" mentale in cui siamo immersi, niente di più...un esercizio di libertà materiale e mentale dai bisogni non essenziali.

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