Guardare la carne, le pieghe dei corpi, il reale denso di materia, come dei visionari; cogliere nell'esserCi universale e personale fuoco e arsione. Presentire dentro sguardi e corpi la gloria oltre la miseria. Il quotidiano espiato dalla disperazione. Follia visiva generata da un cuore inurbano, reso immune al calcolo, alimentato di humus. Vedervi e vedermi amici miei in trasparenza, come se ogni sinistro fortino dell'animo d'un tratto non fosse più difesa, ma belvedere...
domenica 14 ottobre 2012
Violenta anatomia
La cipolla è un'altra cosa./
Interiora non ne ha./
Completamente cipolla/
Fino alla cipollità./
Cipolluta di fuori,/
cipollosa fino al cuore,/
potrebbe guardarsi dentro/
senza provare timore./
In noi ignoto e selve/
di pelle appena coperti,/
interni d'inferno,/
violenta anatomia,/
ma nella cipolla – cipolla,/
non visceri ritorti./
Lei più e più volte nuda,/
fin nel fondo e così via./
Coerente è la cipolla,/
riuscita è la cipolla./
Nell'una ecco sta l'altra,/
nella maggiore la minore,/
nella seguente la successiva,/
cioè la terza e la quarta./
Una centripeta fuga./
Un'eco in coro composta./
La cipolla, d'accordo:/
il più bel ventre del mondo./
A propria lode di aureole/
da sé si avvolge in tondo./
In noi – grasso, nervi, vene,/
muchi e secrezione./
E a noi resta negata/
l'idiozia della perfezione. (W. Szymborska)
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