Guardare la carne, le pieghe dei corpi, il reale denso di materia, come dei visionari; cogliere nell'esserCi universale e personale fuoco e arsione. Presentire dentro sguardi e corpi la gloria oltre la miseria. Il quotidiano espiato dalla disperazione. Follia visiva generata da un cuore inurbano, reso immune al calcolo, alimentato di humus. Vedervi e vedermi amici miei in trasparenza, come se ogni sinistro fortino dell'animo d'un tratto non fosse più difesa, ma belvedere...
giovedì 16 maggio 2013
Nè spada nè rosa
Alla fine della giornata, quando gli occhi si chiudono e la mente a forza cerca di stare desta, per strappare dell'altra vita al sonno, che cosa rimane? Il chiacchiericcio è passato, le voci vane scrollate, rimangono i sorrisi, le domande e le risposte. La certezza che "quanto piace al mondo è breve sogno", non l'amarezza di ciò, ma la lucidità, il realismo, la forza, spero, di chi non si lascia fermare da spada o rosa.
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